Sulle metadolomie del Monte Perda, che domina il villaggio minerario di San Benedetto ad Iglesias, è stata recentemente scoperta una nuova specie vegetale, endemica della Sardegna.
Si tratta di Centranthus pontecorvi, scoperta da Gianluigi Bacchetta, professore ordinario di Botanica sistematica all’Università di Cagliari e direttore del Centro di Conservazione della Biodiversità (CCB) e della Banca del Germoplasma della Sardegna (BG-SAR).
La pianta appartiene alla famiglia Valerianaceae e la sua scoperta è stata pubblicata sulla rivista internazionale Phytotaxa nel 2024, consultabile al seguente link:
https://phytotaxa.mapress.com/pt/article/view/phytotaxa.661.3.3
La nuova specie è stata dedicata a Cristiano Pontecorvo, botanico e ricercatore che, insieme a Bacchetta, ha studiato la flora delle aree minerarie ed è venuto a mancare nel luglio del 2023.
“Le comunità vegetali caratteristiche degli ambienti minerari, sono spesso ricche di specie endemiche. Dal 1800 ad oggi, in Sardegna ed in particolare nelle aree minerarie del Sulcis Iglesiente, sono state descritte numerose specie endemiche esclusive dei substrati minerari”, ha detto Bacchetta.
“Si tratta di piante metallofite, anche dette calaminari, che hanno una capacità di recupero dei territori contaminati dai metalli pesanti, in quanto specie fito-stabilizzatrici (per i terreni) e fito-accumulatrici (in grado di inertizzare sostanze minerali e metalli presenti nei suoli). Inoltre, le piante metallofite riescono a limitare la dispersione degli inquinanti, creando biomineralizzazioni, ovvero sono in grado di creare biominerali nell’interfaccia suolo-radice che non permettono ai metalli di intaccare le catene trofiche. E’ come se fossero in grado di inattivare gli inquinanti presenti, da cui la loro utilità”.
Si pone dunque il problema della rimozione delle discariche minerarie su cui crescono.
“Rimuovere i materiali abbancati, gli sterili di miniera e tutti i detriti provenienti da attività mineraria, porterebbe all’estinzione di diverse specie vegetali, avrebbe costi enormi e non risolverebbe comunque il problema dei metalli pesanti presenti nei suoli. Parlando di rimozione, inoltre, occorre considerare la traccia storica e paesaggistica lasciata dal contesto minerario, che ha una sua valenza anche dal punto di vista turistico”, ha concluso Bacchetta.
Questa scoperta porta a 345 il numero di endemiti vegetali della Sardegna (un record a livello italiano, insieme alla Sicilia, e tra i maggiori nel bacino Mediterraneo), in cui oltre il 15 per cento delle piante presenti sono endemiche.

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